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Alice contro tutti: "Io vincerò"

 

 

LA STAMPA - 7 FEBBRAIO 1981

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Festival di Sanremo - Tutti parlano qui a Sanremo di Alice come di una probabile vincitrice. Lei, che ci riceve nel foyer del suo albergo, dopo ripetuti colloqui telefonici: "Non so, dovete parlare con il mio produttore. Adesso ho un po' da fare, devo lavarmi i capelli e sapete quanti io ne abbia e poi impiegherò molto tempo ad asciugarli".

Vieta immediatamente di fare battute sul suo secondo nome. "Sanno tutti che mi chiamo Carla Bissi, che ho 25 anni, anche se "Sorrisi e Canzoni" mi fa nascere nel 1953, che sono romagnola di Forlì, che ho avuto un lungo passato come cantante del quale preferisco non parlare. Parliamo invece di Alice, ma senza le solite storie su quella nel paese delle meraviglie o le altre sott'olio".

E' decisa a interpretare fino in fondo il personaggio che la vuole aggressiva, minacciosa.

E' stato detto, azzardiamo, che la canzone PER ELISA sembra una minaccia a mano armata nei confronti del pubblico proprio per la sua interpretazione, quasi da virago offesa nei più intimi pensieri. "Non diciamo sciocchezze" risponde, mettendo in mostra una smorfia-sorriso che male si addice ad un ovale del viso perfetto e a due occhi neri dallo sguardo anche tenero.

E' inguainata in calzoni di pelle nera.

"Non mi piacciono i giri di parole, ma non voglio minacciare nessuno quando canto. E' che ho capito che se volevo sfondare dovevo trovare tonalità nella mia voce che prima non c'erano, dovevo riscoprire o meglio spiegare finalmente ciò che mi hanno sempre impedito di essere e cioè me stessa. Se sono così mi va bene, se mi accettano così ancora meglio".

Non ha un solo gesto di quelli che conosciamo già in altre concorrenti: languido, troppo tradizionalmente femminile, artefatto. Appare invece durissima, e la sua voce è impostata, anche quando parla, su toni metallici, come quando canta.

" PER ELISA è una bella canzone e vincerà sicuramente perché è diversa, carica di significati e parole nuove. E' insomma il motivo nuovo di questo Sanremo".

Ma la musica - diciamo anche un poco intimiditi - non è quella già scritta da Beethoven? "Palle. Soltanto due battute iniziali del grande Ludwig, proprio solo per ricordare che un'Elisa l'aveva scritta anche lui".

Come le sembra questo carrozzone del festival? "Non ne so nulla. Vivo in albergo. Vado alle prove, canto e canterò fino alla serata finale".

E Orietta Berti? "Una canzone per bambini. Giusto. E' l'unica canzone del festival per bambini. Avrà successo. La mia invece è una canzone per grandi. Se vinco come vincerò, sarà anche una rivalutazione per Sanremo".

Ma si può essere tanto sicuri? Non le pare di esagerare? "No, quando si ha tanta sicurezza interiore non si può sbagliare. E se poi dicono che questa è una canzone d'amore per lesbiche informo che si sbagliano. Io ho scritto le parole rivolgendomi ad una rivale in amore per un lui, non per una lei; poi la gente veda un po' che cosa vuole. La dolcezza? Per vivere non si può essere sempre dolci altrimenti si cariano i denti e poi ti accorgi che non puoi più mordere. La mia strada è difficile? Ok, però mi hanno cercata per Sanremo per dargli una ventata di freschezza e allora come la mettiamo?".

 

 

PAGINA INSERITA IL 12.6.2017

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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