PHOTO Irmeli Jung

 

 

 

 

 

 

 

La Signora in nero

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

4.11.2000 - Teatro Goldoni, Venezia. Le luci della sala si spengono lentamente, duemila occhi attendono nel buio, mille cuori si fondono in un solo grande battito. Rapporto tempo-spazio azzerato. La musica entra in scena, attraversa la platea, sale fino ai palchi e raggiunge le ultime file con il tocco sottile di un vento tiepido, raro in laguna nelle sere di autunno inoltrato. Juliette appare e l'applauso travolge la sua figura gentile e austera. La scultura del suo viso e le mani, come ali bianche appoggiate sul cuore, saranno la luce guida in tutto il nero che ha saputo portare dalle notti senza sonno di una Parigi difficile da dimenticare. La sua voce bruna vibra come la corda di una viola e sfiora note impossibili per catturare emozioni profonde e rare. Così le sue canzoni diventano atti compiuti, piccole pièces teatrali, ora tragiche, ora ironiche, spesso malinconiche: l'amore, la vita e la morte, affrontati con una capacità espressiva inimitabile, interpretati con una "leggerezza" che solca l'anima senza scalfirla.

 

Tutto questo e molto di più è Juliette, innamorata della musica che ha vestito le parole dei più grandi poeti francesi, innamorata dei suoi "cattivi compagni" (Jacques Brel, Léo Ferré, Serge Gainsbourg...) che rivivono sui palcoscenici di tutto il mondo nuove e luminose stagioni. A Venezia ha regalato le perle di un repertorio che spazia dai brani storici della musica francese alle composizioni del suo ultimo album: Un jour d'été et quelques nuits..., nato sui testi di Jean-Claude Carriére.

 

Gerard Jouannest, compagno discreto e fedelissimo, autore di quasi tutte le musiche, la segue in questo magico viaggio nel tempo, accarezzando il pianoforte con l'eleganza dei musicisti di grande talento. Una magia che sembra spezzarsi durante l'interpretazione di Ne me quitte pas quando, tradita dalla tensione emotiva, interrompe a metà la canzone, scusandosi per non riuscire più a riprenderla dallo stesso punto: "E' come se avessero improvvisamente acceso la luce mentre stai facendo l'amore, non si può più continuare come prima...". E si fa perdonare così l'involontario fuori programma.

 

La Gréco, oltre ad essere attrice e cantante, è artefice della regia di ogni sua interpretazione; ogni espressione del viso, ogni gesto, è un fotogramma del film della sua vita: una proiezione in bianco e nero, senza mezzi toni, dove c'è un tempo per soffrire (Juliette ha conosciuto gli errori e gli orrori della guerra), un tempo per sorridere (quando a Saint-Germain-des-Prés si poteva pagare il conto del ristorante con una poesia) e dove non c'è posto per l'ipocrisia e la banalità. Come altri artisti "in nero", Anna Magnani, Marianne Faithfull, Lou Reed, Edith Piaf... sa convivere con il fuoco della passionalità, forza esplosiva di quel vulcano "che non riconosce niente e nessuno" e la ricerca della pace interiore, silenziosa come i ricordi portati via "dal vento del nord nella terra dell'oblio".

 

Le atmosfere, le note languide o allegre della fisarmonica, l'altalena di sensazioni e di ricordi, i profumi... non si possono descrivere completamente, seguono percorsi che i confini della scrittura non riescono a contenere. Lei fa mostra dei suoi capolavori con umiltà, porgendo al pubblico testi importanti che sa tradurre nel linguaggio universale del sentimento, dove parole e musica diventano emozione pura, attraverso uno sguardo, la mimica e le traiettorie dei gesti delle sue mani. Quelle mani che volteggiano inquiete per dipingere nell'aria tutta la forza e tutta la fragilità delle donne senza tempo e senza età. Un'artista da amare senza riserve, così come si possono amare solo le poche cose preziose della vita. Un concerto unico e raro, in un sabato sera veneziano dove, Ferré permettendo, la tenerezza, per una volta almeno, non è rimasta senza compagnia. Esserci è stato bellissimo. Merci, Juliette! Rosario Bono

 

ARTICOLI

2005/2007 Selezioni rassegna stampa - 1992/2000 Corriere della sera - 1987/2007 Selezione interviste - La Nuova Sardegna (selezioni) - Dalla soffitta al web (Rosario Bono) - Un nuovo grande amore per Juliette (Tv Sorrisi e Canzoni) - Tour MERCI 2015 Rassegna stampa: selezione articoli e immagini - 1^ parte - Tour MERCI 2016 Rassegna stampa: selezione articoli e immagini - 2^ parte

 

BIBLIOGRAFIA

La BIOGRAFIA di Luciana Peverelli - New York 1952 (dal book "Le vite di una cantante") - Gli amori della Gréco cantante (dal book "Jujube") - Selezioni bibliografiche: varie - Intervista di Oriana Fallaci (selezione)

 

CINEMA

Gréco au cinéma

 

RECENSIONI

Gréco chante Brel (Il Quotidiano - Tom Tom Rock - Popmatters) - Le temps d'une chanson (Rosario Bono) Ça se traverse et c'est beau (Rosario Bono) - Tour MERCI 2015: Miracolo a Milano (Rosario Bono)