Le mille e una storia di Lady Pravo

 

 

 

 

 

 

 

 

La inventarono bene. I deliziosi lineamenti da Ganimede e l'aria spavalda di Calamity Jane. Bellina con quel tanto di androgino che Ursula Andress aveva imposto sui teleschermi. Un mélange indovinato e giudiziosamente spregiudicato. Parlava con voce un po' roca mai rinunciando all'aggressività. Era il mondo nuovo che affrontava la vita con piglio disinvolto e anche duro. Per strada, le assomigliavano tutte. I suoi non erano flirt ma massacri. Non ama gli uomini, dicevano, li prosciuga. Le sue dichiarazioni, autentiche o, come dire?, modellate sul personaggio, suonavano sempre polemiche, sfrontate, menefreghiste. Angelo e demone a 45 giri, Patty Pravo turbava le ignare coscienze cantando come Milly e vestendo come una ragazza di Bond, un po' sciantosa e un po' Barbarella. "Le donne mi odiano", pare abbia detto la cantante. Non c'è da dubitarne. E' irresistibilmente odiosa la predilezione che per lei ha avuto la fortuna. E nella stizza altera del suo modo di essere Patty Pravo sembra a volte di scorgere quasi un'arrogante affermazione di superiorità... Ma "nature" Patty rende molto di più: l'avete mai vista in quel ristorantino a Corso Francia, sotto casa, vestita sobriamente di nero, con i capelli serrati dietro la nuca da un elastico, il viso pulito, levigato, con quei lineamenti da efebo dolce e seducente, gli occhi non soffocati dai pesanti disegni del trucco, e l'aria smarrita e distratta di un adolescente pensoso? E' deliziosa, affascinante, inimitabile e finalmente nuova. Virgilio Crocco (giornalista) 1969

 

Patty Pravo, lo sanno tutti, non nasce alla Bussola, ma al Piper di Roma. Questo non significa nulla. Il fenomeno-Pravo, ad un certo punto, si propone anche al sottoscritto che bene o male deve seguire il desiderio della piazza. Entro quindi a contatto con il mondo di Nicoletta per un'intera estate. Subito, però, mi accorgo che quel pianeta è lontano anni luce dal mio e non soltanto dal mio. Non è una ragazza terribile, come le piace presentarsi ed essere, è soltanto un'artista sregolata e priva di quel senso di realismo che è patrimonio di tutti i veri grandi. Non dico che la sua musica sia cattiva o che la sua voce non sia molto personale, quindi apprezzabile dal punto di vista artistico. Ma è lei che non funziona. Meglio è lei che si autolimita mettendosi nelle mani di gente che la considera in modo sbagliato e che, alla fine, riesce soltanto a fare il suo danno. L'applausometro, questa volta, non tocca vertici... da Bussola, vale a dire quelli che mi spingono ragionevolmente a gridare al successo. Il pubblico non si esalta più di tanto per le esibizioni canore della Pravo e sembra addirittura che lei voglia dare ragione a chi la critica anche pesantemente. "Tu mi fai girar, tu mi fai girar come fossi una bambola..." canta, ma in realtà sembra che sia lei a voler far girare gli altri come si è messa in testa e come meglio crede. Probabilmente non è la professionalità, neppure la musicalità che le mancano: altre cose, più profonde, più morali. Parlo della moralità legata al lavoro e basta, naturalmente: le altre non mi interessano, perlomeno non devono riguardarmi. Gelida, fredda, distaccata, troppo funzionale soltanto per quel che riguarda lei stessa: ecco la vera Nicoletta, almeno quella che si presenta in scena non riuscendo a coinvolgere il pubblico come ogni personaggio da Bussola riesce sempre a fare. Non è una sciocca e si accorge di questa temperatura che non ce la fa a salire. E allora ne inventa una tutte le volte. Come, ad esempio, manomettere il filo del microfono quel tanto che basta per poter, ad un certo punto del recital, interrompere e dire: "Me ne vado perché manca l'audio e qui non funziona proprio niente". Dispetti che mi fanno incavolare secco, ma che sopporto in attesa della fine di una stagione resa pigra dalla presenza di una ragazza che avrebbe potuto diventare una grande vedette se soltanto non si fosse lasciata coinvolgere da cattivi consiglieri e addirittura da manager senza scrupoli.

Sergio Bernardini (impresario) 1987

 

E' carina Patty Pravo, è dolce, così apparentemente indifesa, fragile. Io me la ricordo quando era in auge e vendeva milioni di dischi (dettava legge ed era un "caratterino") e ammetto che era, diciamo così, un po' "strana". E noi umoristi, naturalmente, esercitavamo con gioia la nostra satira contro di lei. Ma adesso no. Intanto è sempre una star e poi però è così tenera in questo suo voler tenere a galla un personaggio un po' scolorito che non so... le voglio bene. Devo dire che oggi canta meglio di ieri. E poi ha acquistato nel tempo una aristocraticità che prima sicuramente non aveva: certi, per esempio, perdono la erre moscia con l'esercizio, lei invece, con l'esercizio l'ha acquistata.

Antonio Amurri (autore televisivo e teatrale/umorista) 1987

 

Apparteniamo, entrambi, a quella generazione beat, che non è quella descritta da Minà o da Red Ronnie. Noi siamo cresciuti con i Beatles: avevamo vent'anni, insieme, quando i giovani diventavano quasi una classe sociale. Non eravamo ancora nel '68 e lei, Nicoletta, non sapeva niente di politica: un generico antifascismo, e un po' di pacifismo appreso sulle note delle canzoni di John Lennon. Era però femminista: un'antesignana, probabilmente anche inconsapevole, del femminismo, che lei esercitava rifiutando debolezze e passività femminili tradizionali, e guidando personalmente il suo gruppo di musicisti.

Renzo Arbore (conduttore Tv / musicista) 1992

Non è facile descriverla senza cadere nella retorica agiografica. La maggior parte del lessico che viene in mente in questi casi, incontrandola, studiandone i movimenti, i versi, i modi, sfiora l'ovvio. Ma è proprio lei. E' sempre lei. In carne, ossa e biondezza. E', come dire, la sua icona vivente. Linea curva e linea spezzata, il morbido e l'acuminato. Valori formali che possono andare bene sia per la musica che per la pittura. Sempre lei con la sua indole antinostalgica, forse la stessa che faceva da propellente alle invenzioni degli artisti delle prime avanguardie.

Fulvio Abbate (giornalista / scrittore) 1994

 

Che cosa sarebbero stati i miei anni '60, i miei e di tutti gli altri, se non ci fosse stata Patty Pravo, la nostra Keith Richards che non si faceva la barba ma era rock come Mick Jagger. Noi eravamo lì con i nostri problemi di provincia, con le nostre fantasie di viaggi per il mondo, e lei invece aveva già fatto tutto, un anno luce sempre davanti a noi. Il rock, Londra, Parigi, Roma, il Piper, il sesso. E la voce.

Vasco Rossi (rockstar) 2000

 

 

ARTICOLI

2016 Eccomi Tour Rassegna stampa (selezioni) - 2016 Festival di Sanremo: ritagli (varie fonti) - 2016 Le allettanti premesse - 2013 Patty Pravo nelle immagini di Angelo Frontoni  - 2011 Speciale Festival di Sanremo (varie fonti) - 2010 Night Club Oliviero (Rosario Bono) - 2009 Patty e Giusy a confronto (Rosario Bono) - 2009 Festival di Sanremo: ritagli (varie fonti) - 2009 Esternazioni, illuminazioni e pensieri stupendi (varie fonti) - 2007 Miele e Fiele (Carmelo Serafin) - 2000 Una notte in blues per Guido Toffoletti (Il Gazzettino) - 1995 La Minaccia Bionda è tra noi (TenDence) - 1991 Intervista di Red Ronnie (Be Bop A Lula) - 1990 Intervista (Raro!) - 1983 Che brava ragazza, tutta droga, sesso e rock'n'roll (L'Europeo) - 1972 Ancora non mi rendo conto di essermi sposata (Tv Sorrisi e Canzoni) - 1971 Recital confidenziale della Pravo a Milano (Corriere della sera) - 1970 Mi guardo allo specchio e mi piaccio (Gente)

 

1966 Selezioni rassegna stampa

1967 Selezioni rassegna stampa

1968 Selezioni rassegna stampa

 

BIBLIOGRAFIA

Selezioni varie

 

DISCOGRAFIA

Tutte le canzoni dalla A alla Z

Discografia 1966/1979 Singoli: 45giri EP Mix

Cover & Cover

 

RECENSIONI

Se perdo te + Patty Pravo 1968 + Non ti bastavo più + Trilogia Phonogram + Incontro + Biafra + Spero che ti piaccia / Pour toi... + Nella terra dei pinguini + Eccomi (Rosario Bono)

 

Patty Pravo 1970 (Emanuele Bardazzi) - Cerchi (Ernesto Picenni) - Occulte persuasioni (Radiocorriere Tv + Rockstar + Franco Zanetti) - Ideogrammi (Rockstar + La Repubblica) - Notti, guai e libertà (Rockstar + M.& D + Il Giornale + Raro!) - Una donna da sognare (Il Giorno + Kataweb + Rockol + M. & D.) - Radio Station (Gino Steiner Strippoli + Videomusica + Il Giornale + Raro! + Rockstar)

 

VIDEOGRAFIA

Tele Visioni 1966/1979

Tele Visioni 1980/1989